Facciamolo di notte

Chi l’ha detto che gli amanti della notte sono solo quelli che girano per locali, sbevazzano e fanno baldoria? 

 

Noi parliamo con chi al calar del sole se la gode sul serio, con chi si lascia affascinare da paesaggi e sentieri che cambiano faccia col buio. Con chi pedala al chiaro di luna insomma.

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Sindrome da vampiro oppure ottimizzazione del tempo? Qualunque sia il motivo che ti spinge ad allenarti in bici durante le ore notturne una cosa è da tenere ben a mente: avere un impianto di luci adeguato ed efficiente è d’obbligo.

In commercio se ne trovano moltissimi, ma non tutti rispondono alle esigenze di un biker night version. Perciò non ti accontentare della prima patacca che trovi, e ricordati che c’è di mezzo la tua pellaccia perciò, prendi nota dei nostri consigli.

  • Mai giocare all’uomo invisibile: già, in questo caso, meglio non passare inosservati. Un impianto luci per le notturne deve non solo permetterci di vedere perfettamente qualsiasi tipo di sentiero, ma serve anche per evitare di essere investiti dalle auto sulla strada. Perciò la luce frontale deve essere potentissima, quasi come la luminosità dello schermo di quello seduto accanto a te al cinema per intenderci.
  • Pronto a durare almeno 3-4 ore: l’incubo di tutti i maschietti? Qui si parla di altro fortunatamente, e cioè del fatto che un uscita serale può rivelarsi piuttosto lunga, è quindi fondamentale che l’impianto abbia sufficiente autonomia e soprattutto che sia modulabile, ovvero permetta di utilizzare luci più forti o deboli all’occorrenza. Ad esempio potrai tenere la luce al minimo se sali sull’ asfalto riservando più potenza per il momento della discesa.
  • Acqua non ti temo: fango, acqua, polvere e cadute e chi più ne ha più ne metta. Andare in bici in notturna non è uno sport per signorine, inutile dire perciò che il tuo impianto luci deve essere stagno, resistente all’acqua e alle eventuali quasi certe(e non stiamo gufando) cadute.
  • Light lights: in salita si arranca, ogni grammo ti sembra un carico di piombo, ecco perché l’impianto luci non deve pesare troppo.

 

Led e batterie al litio, la coppia che spacca

Ma ahimè il maggiore problema di un impianto luci, come per 90% delle donne, è proprio il peso. O per meglio dire il suo equilibrio con durata ed efficienza.

Ciò che grava maggiormente sulla massa totale dell’impianto sono le batterie, necessarie per accumulare energia. In genere ad una grande capacità della batteria corrisponde un peso altrettanto importante, quindi che fare? Devi rassegnarti a sgobbare come un mulo in salita di notte? Assolutamente no.

Tieniti forte. Stiamo per farti una grande rivelazione, e cioè che la tecnologia in questo caso, viene in soccorso a poveri bikers nottambuli. Come? Con le batterie al litio. Le batterie agli ioni di litio infatti, accumulano grosse quantità di energia concentrandola in un peso piccolissimo.

Un ulteriore segreto per ottimizzare l’efficienza dell’ impianto luci è una sorgente luminosa che utilizzi poca energia ma che, ovviamente, generi  comunque tanta luce: ecco quindi che fa capolino il led. Da un punto di vistatecnologico infatti, le luci al led sono le più efficienti, quelle che possiedono il miglior rapporto consumo/luce emessa.

Le due caratteristiche dalle quali il tuo impianto luci non può prescindere sono quindi: batteria al litio e led.

 

Sul casco o sul manubrio, questo è il problema

A questo punto ti starai chiedendo se sia meglio montare la luce sul casco o sul manubrio, beh tira ad indovinare e parti. Scherziamo naturalmente, cerchiamo insieme di capire tutti i vantaggi e gli svantaggi sia dell’uno che dell’altro posizionamento.

Se decidi di posizionare le luci sul manubrio le problematiche più grosse potresti averle in curva. In un tornante stretto, infatti, le luci sul manubrio tendono a puntare verso l’esterno, illuminando il bosco invece che il sentiero. Un bel problema questo, perché  non riuscirai a vedere che cosa ti aspetta nella curva o subito dopo. Qui il rischio ruzzoloni è veramente altissimo.

Posizionando invece la luce sul casco, questa seguirà la direzione della nostra testa concedendoci sempre la giusta visuale sulla strada, perfino in curva.

Va da sé quindi che, a meno che tu non sia un autolesionista, è vitale che tu preveda di avere una luce sul caso soprattutto per la discesa, alla quale potremo eventualmente aggiungere una o più luci anche sul manubrio.

 

Sul casco

Abbiamo già detto che la funzione della luce sul casco è quella di seguire lo sguardo e dunque di illuminare una zona ben definita.

Perciò per il casco è meglio scegliere una luce spot, ovvero con un fascio di luce stretto e concentrato, molto direzionale. Ottima per distinguere perfettamente eventuali ostacoli, sufficientemente in anticipo per evitare scene stile Paperissima.

Anche in questo caso la potenza è fondamentale: più la luce è forte, più possiamo indirizzare il fascio luminoso in avanti e vedere in anticipo gli ostacoli.

Anche il peso e le misure sono da tenere in conto però. È preferibile montare un faretto con pacco batteria esterno da mettere nello zaino. Attenzione poi, una luce troppo ingombrante rischia di farvi incastrare nei rami tipo corna di cervo. Quindi moderazione.

 

Sul manubrio

Certo, una luce concentrata ti fa vedere da lontano, ma è altrettanto vero che non ti concede una visione d’insieme dell’ambiente.

Ecco che quindi una luce di tipo flood, ovvero “diffusa” è la scelta migliore per il manubrio. La luce diffusa, infatti offre una visione  globale dell’ambiente attorno a noi, includendo anche ai lati del sentiero.

Inoltre il fascio incrociato della luce da casco e di quella sul manubrio permette di avere un gioco di ombre chemigliora lapercezione della profondità, con grandi benefici per la guida. La più grossa pecca della luce dei led, infatti, è che tende ad essere molto “piatta” stile quadri di Picasso . Lo stratagemma delle due sorgenti luminose a diverse altezze (casco e manubrio) compensa piuttosto bene questo fastidioso difetto, riportandovi alla tridimensionalità.

Non essendoci problemi di ingombro o di peso, la luce da manubrio può tranquillamente essere dotata di un pacco batteria dalla grossa capacità che si può fissare sul telaio o a posto della borraccia, che però riporrai saggiamente nello zaino laddove ti venisse sete.

 

Pensiamo al lato B

Per il posteriore necessiti di un piccolo ma fondamentale led. Questo infatti ti è indispensabile se non vuoi farti stiracchiare dalla prima macchina di passaggio. Se si è in gruppo consigliamo di evitare luci posteriori troppo potenti, rischieresti di accecare i compagni che stanno dietro col rischio di generare un esilarante effetto domino tra ciclisti.

Eccoci quindi ad un breve résumé delle caratteristiche imprescindibili del tuo impianto luci.

Meglio puntare su luci con batterie al litio e sorgenti a led, sono le tecnologie attualmente più performanti. L’ideale è avere due luci, una spot da mettere sul casco ed una flood da mettere sul manubrio, magari con batteria più capiente in modo da poterla usare in salita senza problemi di autonomia. In alternativa una singola luce sul casco è una soluzione più economica, ma sicuramente meno efficace.

Dovrai perciò spendere cifre esorbitanti prima di goderti una pedalata sotto le stelle? Affatto,oggi esistono ottimi impianti a prezzi bassissimi. É ovvio che gli impianti di alta gamma hanno una qualità nettamente superiore, ma acquistando in maniera intelligente si può metter su un buon impianto luci senza rimanerci spennati.

Quindi, appuntamento al calar del sole e Buonerotte!